Si è tenuto presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania il primo incontro programmatico finalizzato a definire le strategie di contrasto alla diffusione del Cinipide del Castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu), l'insetto galligeno di origine asiatica che sta registrando una presenza critica nelle aree castanicole di tutte le province regionali.
L’incontro, convocato dall'Assessore all'Agricoltura Maria Carmela Serluca a seguito della richiesta pervenuta da Coldiretti Campania, ha avviato una prima fase di ascolto e confronto con i rappresentanti del comparto per raccogliere dati, pareri e testimonianze dirette sulla situazione fitosanitaria del territorio.
Le linee di intervento: monitoraggio e assistenza tecnica
Nel corso della riunione sono state delineate le prime priorità per la salvaguardia della castanicoltura campana, un settore economico e identitario di fondamentale importanza per l'intera regione. Tra le principali richieste ed esigenze emerse spiccano:
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Mappatura e monitoraggio: l'attivazione di un piano d'azione sistematico per verificare l'esatta capillarità e l'intensità della diffusione del parassita sul territorio regionale;
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Supporto ai produttori: la strutturazione di un programma a lungo termine di assistenza tecnica e consulenza specialistica per accompagnare i castanicoltori nella gestione dell'emergenza nelle aziende.
Prossimi passi e lotta biologica
A questo primo confronto farà seguito l'insediamento a stretto giro di un tavolo tecnico operativo. L'obiettivo è circoscrivere con precisione scientifica la portata del problema per poi coordinare azioni di contrasto tempestive ed efficaci.
Sul fronte della difesa fitosanitaria, si valuterà tra le varie opzioni anche il potenziamento dei lanci e delle popolazioni del Torymus sinensis, il parassitoide antagonista naturale che già in passato ha dimostrato ottimi risultati nel contenimento biologico del Cinipide.
L'Assessorato e le organizzazioni agricole hanno confermato la piena sinergia e la massima attenzione istituzionale per tutelare il tessuto produttivo locale e garantire la sopravvivenza di un comparto agricolo d'eccellenza.