Il modello italiano di contrasto al commercio illecito nel settore del tabacco e delle sigarette elettroniche è stato al centro dell'incontro "M.A.C.I.S.T.E. – Il modello italiano nella lotta al commercio illecito nel settore tabacchi ed e-cig", promosso dalla Fondazione Osservatorio Agromafie e ospitato nella sede della Camera di Commercio di Napoli.
L'iniziativa ha riunito istituzioni, organi di controllo, rappresentanti della filiera produttiva e del mondo agricolo per approfondire le nuove sfide poste dal contrabbando, con particolare attenzione alla tracciabilità, alla prevenzione e ai fenomeni di illegalità che si sviluppano sempre più attraverso il commercio online e i canali digitali.
Nel corso dei lavori è stato presentato il progetto M.A.C.I.S.T.E. (Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settori Tabacchi ed E-Cig), coordinato dalla Fondazione Osservatorio Agromafie, insieme alla ricerca "Il fumo nell'ombra: viaggio nel contrabbando e nell'illegalità dei prodotti del tabacco in Europa e in Italia", illustrata dal ricercatore Stefano Liberti.
Dallo studio emerge un quadro particolarmente preoccupante: nei 38 Paesi dell'area europea sono stati consumati oltre 55 miliardi di sigarette illegali, con una perdita di gettito fiscale stimata in 22,4 miliardi di euro. Accanto al tradizionale contrabbando si registra inoltre la crescente diffusione delle cosiddette white illicit, provenienti soprattutto dall'Est Europa, e l'espansione del commercio illegale attraverso piattaforme di e-commerce e canali criptati, che rendono le attività criminali sempre più difficili da individuare e contrastare.
Tra gli interventi, il vicepresidente nazionale di Coldiretti, presidente dell'Organizzazione Nazionale Tabacco Italia e presidente di Unitab Europa, Gennarino Masiello, ha sottolineato il valore strategico della filiera del tabacco per il sistema produttivo nazionale.
«Contrastare l'illegalità nel settore del tabacco significa difendere un patrimonio economico, sociale e produttivo strategico per il Paese. Il contrabbando sottrae risorse all'erario, alimenta i circuiti criminali e mette a rischio una filiera che rappresenta un presidio di legalità per molte aree rurali italiane. Il modello costruito attraverso l'accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris rappresenta un esempio concreto di trasparenza, tracciabilità e programmazione, capace di garantire sostenibilità, innovazione ed equa remunerazione agli agricoltori. Progetti come M.A.C.I.S.T.E. meritano di essere sostenuti e rafforzati anche a livello europeo», ha dichiarato Masiello.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla nuova normativa contro agromafie e agropirateria, recentemente approvata dal Parlamento e frutto di un lungo lavoro svolto dalla Fondazione Osservatorio Agromafie, il cui Comitato scientifico è presieduto dal Procuratore Gian Carlo Caselli. La cosiddetta "Legge Caselli" introduce nel Codice Penale nuovi strumenti per contrastare le frodi agroalimentari, rafforzando la tutela del Made in Italy e delle imprese oneste.
Sul tema è intervenuto anche il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli, che ha evidenziato l'importanza della riforma.
«Queste norme arrivano dopo undici anni di attesa e rappresentano un risultato storico per il settore agroalimentare. Con l'introduzione dei delitti agroalimentari nel Codice Penale e del reato di agropirateria vengono rafforzati gli strumenti contro le frodi organizzate, insieme alle sanzioni su etichettatura e origine dei prodotti e alle nuove disposizioni sulla tracciabilità. È un passo decisivo per rafforzare legalità, trasparenza, tutela del Made in Italy e competitività delle imprese agricole campane.»
Ad aprire i lavori è stata la presidente di Coldiretti Napoli Valentina Stinga. Al confronto hanno preso parte rappresentanti della Guardia di Finanza, della Polizia Postale, dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, della magistratura e del mondo produttivo, che hanno illustrato le attività di contrasto al commercio illecito e l'importanza della collaborazione tra istituzioni, forze dell'ordine e imprese per tutelare la legalità, la salute dei consumatori e il futuro della filiera del tabacco italiano.